matteo

Bio

GRT 5510

 

 Matteo e il tennis:

amore a prima impugnatura

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

Pete Sampras guida la classifica Atp ma il suo regno è in procinto di interrompersi per la prima volta: da lì a poco, infatti, inizierà l'alternanza sul trono del tennis mondiale tra lui e l'altro campione americano di quel decennio, Andre Agassi; l'italiano con la miglior classifica in quel momento è Andrea Gaudenzi, numero 24 al mondo.

È il 1995 e il 28 febbraio, ad Alessandria, nasce Matteo Donati.

Matteo ha pochi anni quando il fratello maggiore Marco inizia a frequentare un corso di tennis e lui lo accompagna, insieme alla mamma, Marina. A chi lo vede assistere agli allenamenti del fratello non ci vuole molto per rendersi conto che il piccolo di casa vorrebbe essere in campo e non sugli spalti, ma Matteo ha appena quattro anni e il maestro di tennis consiglia di aspettare ancora qualche tempo prima di mettergli in mano una racchetta.

Quando, a cinque anni, gli permettono di imbracciare una racchetta, Matteo si dimostra subito a proprio agio: è amore a prima impugnatura.

Soprattutto è un amore ricambiato, perché giocare a tennis gli riesce facile, naturale. Inevitabile, quindi, che il circolo "Orti" di Alessandria lo veda sempre più spesso correre sul suo campo piccolo, quello sul quale Matteo giocherà anche i suoi primi tornei a squadre.

A 8 anni inizia la sua avventura tennistica presso la "Canottieri Tanaro", dove aumentano le occasioni per mettersi alla prova e per migliorarsi, seguendo gli insegnamenti del maestro Roberto Marchegiani (nella foto a destra) che lo accompagnerà sino all'età di 16 anni. MATTEO 002

Passano pochi mesi e Matteo coglie la sua prima vittoria importante. Capelli lunghi, capellino rigorosamente girato all'indietro, nello sguardo tutto la concentrazione di un ragazzino che vuole fare bene: a 10 anni si impone nel torneo di Pula (Istria-Croazia) "Smrikva Bowl", tra i più importanti tornei internazionali "under 10", al quale partecipano i ragazzi più promettenti d'Europa.

Il 3 luglio 2005, con un doppio 6-1, porta a casa la finale, conquistando anche il diritto di sfidare il vincitore dell'analogo torneo che si gioca Oltreoceano.

Tanto per non sbagliare, batte anche l'americano.

È la dimostrazione che lo stoffa non manca e si può pensare di fare sul serio.

Matteo è classificato 242 in Europa nella categoria “under 14” ed è primo come classifica in Europa dei ragazzi nati nel 1995. La Federazione italiana tennis (Fit) capisce il suo potenziale e inizia a tenerlo d'occhio, attraverso convocazioni periodiche a Tirrenia. Dall'anno successivo inizia a prendere parte alle diverse manifestazioni a squadre con la nazionale italiana.

Ogni uscita con i colori azzurri è salutata da un risultato buono, in alcuni casi ottimo, come nella Junior Davis cup "under 16", dove la delegazione di Matteo ottiene l'accesso al girone finale, piazzandosi al secondo posto dietro l'Inghilterra. Il capolavoro in nazionale, però, è più recente ancora e risale all'estate 2013, quando, con Filippo Baldi e Antonio Massara, si aggiudica la più importante competizione continentale juniores a squadre, ovvero la coppa “Galea”.

Dai 14 ai 16 anni Matteo intensifica la frequentazione del centro federale di Tirrenia, dove svolge la preparazione invernale e periodicamente va ad allenarsi.

Diciassettenne, approda al “Match Ball Bra”, in provincia di Cuneo, alla corte del presidente Domenico Dogliani, dove può contare su uno staff affiatato, nel quale coach Massimo Puci è coadiuvato da Marco Gualdi, Enrico Porro e dal preparatore atletico Milvio Fantoni. A Bra trova la sua seconda casa, circondato dall'affetto e dal supporto di tutto il circolo, a partire dal direttore Zino Puci e dall'istruttore Antonio Puci.

Matteo si trova ora ad affrontare le battute conclusive della carriera Juniores e il successivo, delicato, passaggio al mondo Pro.

licciardiPrima di abbandonare il mondo Juniores, intanto, Matteo fa in tempo a raggiungere la finale, nel luglio del 2012, del torneo di Wimbledon di doppio, in coppia con Pietro Licciardi (foto a sinistra) e ad aggiudicarsi un paio di tornei in singolare (il torneo internazionale U18 Salsomaggiore Terme e di Cap d'Ail, entrambi nel 2013).

2013

Il 2013 Matteo lo inizia alla posizione numero 1031 del circuito Pro, a fine di gennaio entra nei primi 1000 e a metà agosto viaggia intorno alla posizione 900. Tre mesi dopo, a inizio novembre, raggiunge il best ranking dell'anno: numero 403 al mondo.

500 posizioni scalate in una decina di settimane sono un'impresa non da poco; impresa che è stata resa possibile dalla vittoria di ben quattro Futures (due in Finlandia e due in Italia, a Trieste e Biella) oltre che dal raggiungimento di una semifinale e di due quarti di finale.

Sempre nel 2013, coglie un successo anche in doppio a Padova, facendo coppia con Andrey Golubev, altro giocatore cresciuto tennisticamente a Bra.

2014

Il 2014 si apre con qualche piccolo problema di carattere fisico: a marzo una microfrattura al piede lo costringe ad uno stop di poco meno di un mese. Il pieno recupero, però, è confermato a metà aprile, quando dopo un paio di tornei disputati, riesce a cogliere il quinto successo in carriera in un Futures da 10.000, scrivendo il suo nome nell'albo d'oro di Santa Margherita di Pula.

A inizio aprile, inoltre, ha l'onore di essere aggregato, insieme all'altro giovane talento Gianlugi Quinzi, alla nazionale di coppa "Davis", impegnata a Napoli contro la Gran Bretagna. Una settimana accanto a Fognini, Seppi, Bolelli e Lorenzi, sotto la guida di capitan Barazzutti, hanno permesso al piemontese di vivere un'esperienza importante a livello tennistico e umano. 

A fine aprile conquista un importante titolo in doppio: insieme a Stefano Napolitano, classe 1995 e piemontese come lui, riesce a imporsi nel Challenger di Vercelli.

A maggio raggiunge il suo best ranking, occupando la posizione numero 370. 

Sempre a maggio la Fit lo invita alle pre qualificazioni degli Internazionali d'Italia. Matteo riesce a qualificarsi disputando il primo turno del tabellone di qualificazione del Master 1000 di Roma.

Luglio porta in dono un buon bottino di punti Atp, grazie a due Futures 15.000 disputati in Danimarca, che gli hanno permesso di sfondare il muro della posizione numero 300 al mondo. La classifica Atp dell'11 agosto, infatti, lo colloca sul gradino numero 288 del ranking

2015

Un paio di infortuni nella seconda parte della stagione non hanno permesso a Donati di incamerare molti punti negli ultimi tornei, inducendo il suo staff a predisporre una preparazione invernale mirata a rinforzare la massa e migliorare le prestazioni atletiche. In viirtù di ciò, la stagione agonistica inizia solo a marzo, sul Greenset indoor del Canada. In Nordamerica ottiene risultati più che positivi, raggiungendo un quarto di finale nel Challenger di Drummondville.

Ma il vero primo botto dell'anno "Donats" lo fa registrare nella prima uscita sulla terra rossa. Nel Challenger da 125.000 di Napoli, infatti, l'alessandrino entra nel main draw grazie a una wild card e avversario dopo avversario arriva sino in finale, dove si arrende allo spagnolo Daniel Munoz-De La Nava. L'exploit partenopeo, però, gli vale il best ranking. Ad aprile 2015 la sua classifica dice numero 247. 

Maggio permette a Donati di entrare negli annali degli Internazionali d'Italia: dopo aver conquistato sul campo una wild card per il tabellone principale, il piemontese ottiene in suo primo successo in un Master 1000 battendo Santiago Giraldo, top 50, per poi cedere con onore, al secondo turno, per mano del top 5 Tomas Berdych

La stagione sull'erba regala più di qualche soddisfazione a Matteo, che arriva a un passo dal main draw di Wimbledon, fermandosi al terzo e ultimo turno di qualificazione.  A inizio luglio, invece, arrivano ancora risultati significativi dalla terra rossa nostrana, con la semifinale nel Challenger di Todi e in quarti a San Benedetto del Tronto. 

La seconda parte di luglio segna la partenza per il Nord America e il cambio di superficie. Sul duro canadese Donats dimostra subito di trovarsi bene, approdando alle semifinali di Granby, dove si arrende al proprio avversario anche a causa di un fastidio al polso destro che lo costringe a qualche settimana di stop, sino al Challenger di Vancouver. Intanto, le ottime prestazioni di primavera e inizio estate gli permettono di raggiungere il suo best ranking, arrivando a occupare la posizione numero 159 Atp (classifica del 27 luglio 2015). La parte conclusiva della stagione gli regala la soddisfazione delle qualificazioni del torneo Atp di Kuala Lumpur che vede "Donats" cedere in due set a Yuichi Sugita nel trino decisivo.

2016

Il 2016 si chiude con Matteo in posizione 207, non molto distante da suo best ranking raggiunto a luglio 2015. L'anno inizia nel migliore dei modi con la vittoria in doppio, insieme ad Andrey Golubev del Challenger di Happy Valley in Australia. E in Australia, in singolare gioca le qualificazioni agli Australian Open, dove si ferma al secondo turno. Nel Challenger statunitense di Maui, Matteo supera nel turno iniziale la testa di serie numero 2, ma cede al secondo, arrendendosi al mal di schiena prima ancora che al suo avversario. Un mal di schiena che ha iniziato a creare fastidi giù durante le qualificazioni dell'Australian open per poi farsi acuto e costringendolo a rinunciare a non pochi tornei.

Sino a metà anno le soddisfazioni maggiori arrivano dal doppio, visto che, in coppia con Stefano Napolitano, raggiunge la finale nel Challenger di Napoli. Gli internazionali di Italia regalano un piacevole "déjà-vu" a Matteo e ai suoi tifosi: il primo turno di qualificazione lo vede opposto a Santiago Giraldo e, come due anni prima, a spuntarla, pur da sfavorito, è Matteo.  La gioia dura solo un turno però, dal momento che il "main draw" rimane a una partita di distanza. Maggiore ancora è il disappunto legato al Roland Garros di quell'anno, dove il cammino verso il tabellone principale di Parigi si ferma a un passo, battuto con un duplice 6-4 nella gara decisiva da Gerald Melzer. 

Il momento migliore in termini di gioco e di risultato è intorno a metà anno, quando arriva a una manciata di punti dal titolo nel Challenger di Caltanissetta, dove cede 9-7 a Paolo Lorenzi nel tie-break del terzo set. In terra di Sicilia coglie il risultato più significativo della stagione, ma prima della fine si toglie lo sfizio di raggiungere due semifinali, una in singolare a Manerbio, dove combatte per tre set contro il quotato Leonardo Mayer e in doppio, con Julian Ocleppo, nel Challenger di Genova. 

2017

Due tornei nei primi tre mesi della stagione: basta questo dato per raccontare l'inizio del 2017 tennistico di Matteo. Una partenza fatta di mal di schiena e riabilitazione che non gli ha consentito di essere da subito performante. Dopo alcuni tentativi di riconquistare la scena, non riusciti a causa degli acciacchi che non volevano andarsene, "Donats" ricomincia ad essere competitivo con il suo tennis tennis, ma non ancora sufficientemente pronto per gestire la partita in tutit i suoi aspetti. Ciò nonostante, riesce ad ottenere i quarti di finale a Francavilla e a Vicenza. In mezzo, Parigi inganna di nuovo il piemontese, apparendo vicina, ma scomparendo al momento buono. Matteo raggiunge di nuovo il turno decisivo delle qualificazioni e di nuovo cede all'ultimo avversario. Settembre si dimostra generoso, regalando i quarti di finale nel Challenger di Como e di Genova, nonché il titolo di doppio, con Marco Cecchinato, a Sibiu, in Romania. Ottobre non è da meno, visto che porta in dote due semifinali, a Ortisei e Ismaning: in entrambi i casi si dimostra insuperabile Lorenzo Sonego.  

 

 (ultimo aggiornamento: 1° novembre 2017)